Abbiamo ribadito più volte l’importanza per il ristoratore, come per il distributore alimentare, di acuire lo sguardo su ciò che accade nel settore. Condurre una cucina, un bar, così come organizzare l’assortimento di un’azienda come la nostra, con il paraocchi, senza tener conto delle preferenze dei consumatori, dei cambiamenti in atto, è un grave errore.

Non solo vogliamo evitarlo, ma vogliamo fornirvi degli spunti di riflessione, riportarvi alcuni dati per aiutarvi a indirizzare lo stile e le scelte del vostro locale.
A volte apportare modifiche minime, percorrere una strada diversa, aggiungere un’opzione nel menu, dimostrarsi attenti a nuovi stili alimentari può rivelarsi una scelta vincente. A volte anche necessaria.
Per riuscire in questa impresa è importante osservare cosa sta funzionando e cosa non sta funzionando nell’intero settore della ristorazione. E, al tempo stesso, riuscire a giocare d’anticipo, in modo intelligente, guardando oltre i confini della propria insegna. Uno degli obiettivi che non dovete mai perdere di vista è soddisfare i vostri clienti, reali o potenziali, prima degli altri.

Dall’ultimo rapporto sulla Ristorazione redatto dalla FIPE (Federazione Italia Pubblici Esercenti), reso noto questa settimana a Roma, sono emersi dati davvero significativi – di cui molti incoraggianti – sulla ristorazione del nostro Paese. Il mangiare fuori casa è in crescita: tra il 2008 e il 2018 i consumi delle famiglie nei servizi di ristorazione hanno registrato un incremento reale del 5,7% pari a 4,9 miliardi di euro.
Ben il 36 per cento della spesa delle famiglie per prodotti alimentari transita fuori casa; e anche questo è un dato rilevante, che conferma la tendenza degli ultimi anni a preferire il pasto al ristorante (o locale affine) al pasto tra le mura domestiche.

 
Sono buone prospettive per voi ristoratori, ma occhio a cosa chiede e preferisce il cliente.
Stando a quanto raccolto dalla FIPE, oggi il cliente predilige i locali con un’etica sostenibile, in termini ambientali, ma anche sociali, in cui si faccia un uso limitato della plastica e si utilizzino materie prime sane.
Ancora, sono preferiti i locali che offrono esperienze gustative insolite, che stuzzicano il palato e i sensi, ma al tempo stesso è conclamata un’attenzione ai piatti della tradizione e ai prodotti del territorio. In generale, oggi chi entra al ristorante vuole sapere la provenienza e la composizione del cibo che sta mangiando, cerca informazioni sulla ricetta, sul valore nutrizionale del piatto. Ancora, ampi spazi si stanno ritagliando i prodotti vegetali, in crescita tra le preferenze, al pari dell’aumento di diete vegetariane e vegane.

Queste sono solo alcune indicazioni, ci auguriamo utili, che integreremo man mano nel corso dell’anno interfacciandoci con voi, e assumendo sempre più le vesti di consulenti per ristorazione.