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Il poké: la bowl che fa impazzire i più giovani e non solo

Il poké: la bowl che fa impazzire i più giovani e non solo

Quando si parla di tendenza alimentare e quando, invece, di consuetudine?

Vi poniamo questa domanda per introdurre un cibo che ormai ha decisamente superato lo scoglio della tendenza, della moda, per diventare una pietanza scelta e apprezzata a tutti gli effetti dalla popolazione italiana. Stiamo parlando del poké.

L’ascesa del piatto tipico hawaiano


Il poké è una pietanza di origini hawaiane. Partiamo da qui perché non è informazione così diffusa: tanti clienti delle pokerie italiane lo considerano un cibo asiatico… e invece proviene dal cuore dell’Oceano Pacifico!

Arrivato in Italia nelle prime forme embrionali nel 2017, si è affermato in lungo e in largo nel Paese, con una massiva presenza soprattutto nelle metropoli di Milano e Roma, fino a raggiungere un giro d’affari nel 2024 di quasi 150 milioni di euro (dati riportati da StartUp Italia).

Il mercato del poké è detenuto principalmente da catene ma grazie alla sua notorietà trasversale gli sta aprendo delle finestre anche nella ristorazione.

poke

Possiamo affermare che il poké ha scalato le classiche dei delivery in particolare negli anni della pandemia, ma è riuscito a consolidarsi anche immediatamente dopo, diventando una scelta alimentare diffusa tra giovani e adulti anche nel periodo successivo.

Cosa caratterizza il poké (in origine e in Italia)

Per dovere di cronaca dobbiamo subito darvi un’altra informazione: il poké hawaiano è sensibilmente diverso da quello che troviamo nei locali italiani!

La parola deriva pokè significa “tagliare”, “sezionare”. Ed è proprio questo che facevano i nativi dell’arcipelago polinesiano che incidevano il pesce per mangiarlo crudo, a pezzettini, condito solo con sale marino e alghe. Nei decenni, e con la contaminazione gastronomica dei popoli approdati nelle meravigliose isole hawaiane, si è arricchito. I giapponesi giunti alle Hawaii, in particolare, vi hanno aggiunto salsa di soia e olio di sesamo, cipollotto e wasabi, arricchendo la versione originale di profumi e gusto.

 

Siamo molto lontani, dunque da ciò che vediamo nelle nostre città, ovvero grandi bowl (anzi, a scelta tra piccole, medie, grandi) contenenti ogni sorta di ingrediente, dalle verdure alla frutta, dai legumi alle varie tipologie di pesce, dalle salse ai crumble… ma anche questo fa parte dell’adattamento gastronomico!

I punti di forza

Quali sono le ragioni di tanto successo, per un cibo di una tradizione nata a 12 ore di fuso dall’Italia? Proviamo a circoscriverle.

  • Nell’immaginario collettivo è un alimento salutare: essendo composto da verdure, frutta, cereali e proteine, il poké viene abitualmente associato all’immagine della nostra ‘insalatona’… pertanto un piatto completo, ricco, fresco e salutare. La presenza di avocado (grassi buoni) e salmone (Omega3) contribuiscono a questa idea;
  • è personalizzabile: la possibilità di comporlo a proprio piacimento con gli ingredienti proposti da ciascuna pokeria lo rende attrattivo. Chiunque può individuare la propria versione e testare cibi nuovi in piccole quantità;
  • si presta tantissimo al delivery e al consumo out of home: si può mangiare ovunque e in qualsiasi momento… ed è ideale per la pausa pranzo;
  • è pratico e veloce, sia per il ristoratore che per il cliente: una composizione espressa che richiede una manualità base;
  • è particolarmente fotogenico. Potrà sembrarvi strano – o forse non troppo – ma molti sostengono che il poké abbia raggiunto una popolarità così diffusa grazie anche ai social e alle sua particolari doti estetiche che si prestano allo scatto (è colorato, variegato e suscita golosità).

Bene. Ora veniamo a noi, anzi al nostro assortimento!
Bergel+ ha formulato un catalogo con tutte le referenze che potrebbero servirti per proporre il poké nel tuo locale, sia nella versione originale… che in quella italianizzata!

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