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Quanto consumeranno e cosa amano gli italiani?

I consumi nel periodo natalizio: più facce della stessa medaglia

Per chi ha un’attività di ristorazione è fondamentale comprendere l’orientamento e le disponibilità del mercato. Specie in questo periodo, in cui si accavallano le previsioni. A nostro avviso è utile affidarsi ad enti accreditati e integrare queste informazioni all’esperienza personale. Quindi attingete dagli studi di settore e dalle indagini ma non dimenticate di confrontarvi con le sensazioni raccolte dai vostri clienti, le persone che entrano nei vostri locali.

 

Meno disponibilità

Non vi diciamo nulla di nuovo sul calo delle disponibilità dei cittadini italiani. Il report di Confcommercio sul 2021 parla chiaro: quest’anno gli acquisti nel periodo natalizio saranno molto più contenuti degli anni scorsi. Secondo il rapporto, per i regali di Natale si spenderanno 158 euro pro capite rispetto ai 164 euro dello scorso anno, -8% rispetto al 2019 e oltre il 36% in meno rispetto al 2009, nel complesso 6,9 miliardi rispetto ai 7,4 miliardi dello scorso anno. In aggiunta, con l’inflazione e i rincari delle bollette, c’è il rischio che venga ulteriormente ridotta la quota di denaro destinata a queste spese. A tal proposito il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli chiede alle istituzioni di accelerare sul taglio delle tasse: “La crescita dei consumi a Natale rischia di essere frenata dai timori per la pandemia, dall’inflazione e dai costi dei consumi obbligati. Per rilanciare la fiducia occorre accelerare il previsto taglio delle tasse, a cominciare da Irpef e oneri contributivi a carico delle imprese”.  

 

Il cibo rimane comunque al centro

Se da un lato sale la preoccupazione per le attività, dall’altro vi diamo una buona notizia: il cibo rimane uno degli interessi maggiori nel nostro Paese. Una ricerca condotta da Swg per Deliveroo ha rivelato che più di 1 italiano su 2 – quasi il 60% della popolazione – afferma di regalare del cibo in occasioni come il Natale e circa l’80% dichiara di gradire prodotti alimentari come dono. Questa è una tendenza riscontrata soprattutto nelle fasce intermedie (35 – 54 anni).

Tra i regali particolarmente apprezzati, quasi il 60% degli intervistati indica “un buono per una cena o un pranzo da consumare presso la propria abitazione” con punte di oltre il 64% tra i 25-34enni e al Sud. In testa alle preferenze i prodotti alimentari (78%), davanti a un dolce o dessert (66%) e una bottiglia di vino o altri alcolici (67%). Per il 17% del campione, un anno di delivery è considerato uno dei migliori regali culinari che si possono ricevere.

Perché gli italiani amano i regali legati al cibo?
La ricerca di Swg indaga anche su questo: per il 29% delle preferenze un prodotto culinario è simbolo di piacere, per il 21% significa ‘famiglia’ e il 20% lo lega al concetto di tradizione. Un regalo sentito dunque che risulta ancora più piacevole se è qualcosa di diverso da quello che si è abituati a mangiare (42% delle risposte), che non si è in grado di cucinare (33%), da condividere come una torta (28%) o tipico del Natale (26%).

                                                  Sfornata al Panificio Tresoldi, di cui vi abbiamo parlato in quest’articolo

Conclusioni

Non abbiamo riportato questi numeri per riempire una pagina ma per fornirvi alcuni spunti sulla base dei dati raccolti. Anche un’attività di ristorazione può trarre beneficio da questi trend. Per esempio creando una propria selezione di prodotti interna – una sorta di bottega – a disposizione dei clienti per i regali natalizi, ma anche tutto l’anno; oppure stilando una carta di lievitati e altri prodotti home made in occasione delle festività; o ancora lanciando dei pacchetti promozionali in lift card per percorsi di degustazione presso il vostro ristorante.

 

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